Sicurezza sul lavoro: la condotta del dipendente non scagiona il datore se i macchinari sono difettosi

Con questo principio la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33556/2026, ha rigettato il ricorso del titolare di un pastificio, confermando la sua responsabilità per il grave infortunio occorso a un dipendente, il cui braccio è rimasto incastrato nelle lame di un’impastatrice durante le operazioni di pulizia.

La decisione si basa sul principio secondo cui l’interruzione del rapporto di causalità, sebbene in costanza della imprudente condotta del lavoratore, neppure si prospetta quando il sistema di sicurezza apprestato dal datore di lavoro presenti delle evidenti criticità.

La difesa del datore di lavoro

Il titolare della struttura sosteneva che la responsabilità fosse interamente dell’operaio per due ragioni:

  • Il lavoratore non aveva staccato l’alimentazione prima della pulizia, ignorando le istruzioni ricevute.

  • Il dispositivo di sicurezza del macchinario risultava manomesso a sua insaputa.

Le motivazioni della Cassazione

I giudici di legittimità hanno smontato la tesi difensiva basandosi su tre capisaldi del diritto del lavoro e della sicurezza aziendale:

  • Il concetto di “rischio esorbitante”: Il nesso causale si interrompe soltanto se la condotta del lavoratore attiva un rischio del tutto eccentrico rispetto all’area di sicurezza governata dal datore. Le norme antinfortunistiche nascono proprio per tutelare il lavoratore anche a fronte di sue imprudenze o prassi errate.

  • Il ruolo dei dispositivi di sicurezza: Se i sistemi di protezione non funzionano o sono alterati, non si può ipotizzare l’interruzione della responsabilità del datore. I rilievi tecnici hanno dimostrato che, se il blocco di sicurezza fosse stato integro, l’incidente non si sarebbe verificato.

  • L’impossibilità di “non sapere”: La presunta inconsapevolezza della manomissione è stata respinta. Data la presenza costante del datore nel pastificio e la sua diretta supervisione, egli non poteva ignorare lo stato del macchinario.

A conferma di una gestione della sicurezza del tutto precaria, è emerso persino che al dipendente era stato istruito di pulire il macchinario usando un solo braccio e tenendo l’altro dietro la schiena per evitare di premere inavvertitamente il pulsante di avvio. Una misura empirica che non sostituisce in alcun modo i presidi di sicurezza meccanici e normativi previsti dalla legge.